Recensione L’AMORE  BUGIARDO

Chiude la nostra rassegna l’ultima fatica di David Fincher, celeberrimo regista americano autore di film di rilievo quali Fight Club, Seven e Millennium, ma che, come tutti gli altri registi di cui ci siamo occupati nella nostra rassegna, non è ancora riuscito ad aggiudicarsi il premio più ambito nell’ambiente cinematografico. L’amore bugiardo o se preferite Gone Girl è l’adattamento sul grande schermo dell’omonimo romanzo di Gillian Flynn che tra l’altro si è occupato anche della sceneggiatura del film.
I coniugi Amy e Nick Dunne sono costretti a trasferirsi nella cittadina natale di lui per far fronte alla crisi economica che li ha lasciati senza lavoro e per assistere la madre di Nick, malata di tumore. La coppia prova a ricostruirsi una vita nel Missouri, lei casalinga e lui proprietario insieme alla sorella gemella di un bar, acquistato con il denaro della moglie. La tranquillità delle loro esistenze si trasforma presto in monotonia finché quest’ultima non diventa disprezzo e proprio quando, il giorno del loro quinto anniversario, il matrimonio sembra destinato a finire ecco spuntare un nuovo inquietante elemento che sconvolgerà la vita di Nick: Amy è scomparsa. L’uomo si ritrova ben presto indagato per omicidio, la sua infedeltà coniugale e una perenne apatia non migliorano la situazione e le cose sembrano precipitare quando il caso viene portato all’attenzione dei media. I talk show lo dipingono come un mostro e nessuno sembra più disposto a credere alla sua innocenza. Il tempo scorre velocemente e Nick si ritrova nel bel mezzo di una caccia al tesoro i cui risvolti sono assolutamente inaspettati.
Abbiamo concluso “I Love Movies” parlando di quello che solitamente è considerato l’inizio di ogni famiglia, una storia d’amore che si rivela però essere il rapporto più malsano di tutti quelli che vi abbiamo proposto nelle precedenti settimane. Il film lascia sicuramente poco spazio all’ottimismo, distruggendo tutti i buoni sentimenti che ci hanno accompagnato durante la rassegna. Nella tranquilla cittadina del Missouri che ospita i coniugi Dunne il sogno americano si sgretola e non c’è staccionata bianca che regga. Non è certo la prima volta che una tragedia si insinua nei bei quartieri residenziali degli Stati Uniti: Desperate Housewives insegna che le preoccupazioni delle brave donne di Wisteria Lane non sono certo mariti infedeli e figli disordinati ma piuttosto killer psicotici e terroristi. Ciò che contraddistingue il nostro film è sicuramente il prezioso tocco di David Fincher e la recitazione superlativa di Rosamund Pike. In conclusione, per lasciare un messaggio positivo agli spettatori, possiamo dire che forse, persino ne L’Amore bugiardo, c’è spazio per i buoni sentimenti. Il rapporto tra Nick e la sorella Margo, l’unica, a dispetto delle evidenze, a restargli vicina sino alla fine è l’unico a non essere viziato dall’egoismo e dalla meschinità. Peccato che anche quest’unica testimonianza d’amore venga spazzata via dallo sguardo impietoso dei media, presenza ingombrante ed efficace in tutta l’opera, capaci di insinuare che dietro a un legame fraterno possa esserci qualcosa di più… probabilmente il cattivo esempio di Jamie e Cercei Lannister, i gemelli più famosi del piccolo schermo, ha lasciato un’ impronta indelebile anche sui “tuttologi” da talk show.
Se la bellezza di un film si misurasse solo nella purezza dei sentimenti che mette in scena e nella positività del suo messaggio, Gone Girl sarebbe un film da schivare così come tanti altri capolavori ma così facendo si rinuncerebbe alla possibilità di assistere ad uno dei migliori spettacoli offerti dalla cinematografia dell’anno appena trascorso e ad un’interpretazione a dir poco superba come quella di Rosamund Pyke. Guardate L’amore bugiardo dunque per la qualità del suo regista e dei suoi attori, guardatelo perché è un thriller assolutamente intrigante dai risvolti a dir poco inaspettati, guardatelo se siete fidanzati per capire che c’è chi sta peggio di voi, se siete single guardatelo per capire che state bene da soli!

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